Empfehlungen basierend auf "Le notti bianche"
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von Bulgakov
"Il Diavolo è il più appariscente personaggio del grande romanzo postumo di Bulgakov. Appare un mattino dinanzi a due cittadini, uno dei quali sta enumerando le prove dell'inesistenza di Dio. Il neovenuto non è di questo parere... Ma c'è ben altro: era anche presente al secondo interrogatorio di Gesù da parte di Ponzio Pilato e ne dà ampia relazione in un capitolo che è forse il più stupefacente del libro... Poco dopo, il demonio si esibisce al Teatro di varietà di fronte a un pubblico enorme. I fatti che accadono sono cosi fenomenali che alcuni spettatori devono essere ricoverati in una clinica psichiatrica... Un romanzo-poema o, se volete, uno show in cui intervengono numerosissimi personaggi, un libro in cui un realismo quasi crudele si fonde o si mescola col più alto dei possibili temi: quello della Passione... È qui che Bulgakov si congiunge con la più profonda tradizione letteraria della sua terra: la vena messianica, quella che troviamo in certe figure di Gogol' e Dostoevskij e in quel pazzo di Dio che è il quasi immancabile comprimario di ogni grande melodramma russo." (Eugenio Montale)
von Stefan Zweig
La raccolta comprende: Lettera di una sconosciuta (1922) – Il mondo di ieri (1942) – Sovvertimento dei sensi, Tramonto di un cuore, Ventiquattr'ore nella vita di una donna (1927). Scrittore raffinato, viaggiatore cosmopolita, pacifista vittima della brutalità del nazismo, Stefan Zweig è una delle voci fondanti della moderna cultura europea. Nato a Vienna nel 1881, crebbe nella temperie culturale mitteleuropea dell'impero asburgico. Amico di Freud e Schnitzler, iniziò precocemente l'attività letteraria traducendo Baudelaire, Verlaine e Rimbaud. L'origine viennese, il suo ebraismo, la raffinata educazione contribuirono a creare l'atmosfera di intellettualità cosmopolita e spregiudicata in cui si muovono le sue opere che, sin da subito, godettero di enorme successo, fino a fare di Zweig «l'autore più tradotto al mondo». All'affermarsi del nazismo in Austria, si trasferì a Londra, poi in Brasile. Qui si suicidò nel 1942 insieme con la giovane seconda moglie Lotte, dopo aver assistito al rogo delle sue opere a Monaco e non resistendo al dolore per la distruzione della sua «patria spirituale Europa».
von Raymond Carver
Dopo anni di duro apprendistato, nel 1976 Carver arriva alla pubblicazione, e viene subito riconosciuto come un grande maestro della forma breve. Drammi quotidiani, inferni domestici, angoli dimenticati di un'America alla deriva: le storie di Carver sprigionano un senso di tensione e di minaccia e raccontano la precarietà economica e degli affetti con una forza lacerante. "Un senso pesante di spavento aleggia in queste storie: gente che se la sta passando male; uomini che bevono troppo; mariti che fanno a botte con le mogli e mogli che lasciano i mariti. C'è morte, rovina, abbandono, gente sgradevole che si presenta alla porta di casa con ogni sorta di notizie sgradevoli. La vita è una cosa seria, in questi racconti. E qui non c'è altro che vita" (R. Ford). La raccolta comprende storie come "Grasso, Vicini, Creditori" e "Nessuno diceva niente", oltre al racconto che da il titolo al libro e che fu messo in scena da Altman in "Short Cuts".
von Kate DiCamillo
Fin dal giorno in cui era venuto al mondo, Lester e Antoinette avevano capito subito che Despereaux, il loro figlio, era un topo diverso dagli altri: troppo piccolo per le sue enormi orecchie, troppo curioso per nascondersi, troppo coraggioso per scappare... Ora che è cresciuto, poi, le cose sono peggiorate: Despereaux rifiuta di comportarsi come gli altri topi e, invece di rosicchiare i libri, li legge e ne rimane affascinato. Ma Lester e Antoinette non sanno il peggio, e cioè che Despereaux ha infranto la regola più importante di tutte: ha parlato con un essere umano, una bella principessa, e se ne è perdutamente innamorato. La punizione prevista per questo genere di violazione è l'esilio nelle oscure segrete del castello, da cui nessuno ha mai fatto ritorno. E una volta che si ritrova laggiù, Despereaux comincia a dubitare che ogni storia abbia il suo lieto fine...
von Italo Calvino
Il narratore ripercorre la lunga vicenda del fratello, Cosimo di Rondò, vissuto nella seconda metà del XVIII secolo a Ombrosa, in Liguria. Cosimo, per sfuggire a una punizione inflittagli dai suoi educatori, decide di salire su un albero per non ridiscendere mai più. Cosimo si costruisce un mondo aereo dove diversi personaggi della cultura e della politica (Napoleone compreso) lo vanno a trovare, testimoniandogli la loro ammirazione. Vive anche una tormentata storia d'amore con la volubile Viola. Cosimo muore vecchio, senza mai discendere in terra: ammalato, in punto di morte, si aggrappa alla fune di una mongolfiera e scompare mentre attraversa, così appeso, il mare.
von Vasco Pratolini
Via del Corno è troppe cose per essere solo una strada: in quei cinquanta metri privi di marciapiedi e di interesse, esclusi dal traffico e dalla curiosità, ci si può imbattere nel meglio e nel peggio del mondo, in cuori e cervelli malati di ossessioni e desideri, ma soprattutto nell'autenticità di un gruppo di persone che usa dire "noi". Via del Corno "è tutta udito", e anche quando le finestre sono chiuse, le vicende, le rivalità, gli amori di uomini e donne si intersecano, si mischiano, trapassano da muro a muro. Finché, inevitabilmente, si confondono con il secolo e i suoi eventi: il Duce, il regime, la violenza politica, la repressione. Pratolini diceva che via del Corno - e lui la conosceva bene, per averci abitato da ragazzo - era la sua Aci Trezza, la sua epica popolare. Il romanzo che le dedicò nacque mentre l'autore lavorava con Rossellini alla sceneggiatura di Paisà: aveva il cinema neorealista "addosso" e lo trasferì su pagina, facendo della Firenze degli anni Venti l'icona indimenticabile di un mondo dolente ma vivo, dove la speranza era ancora accesa. Prefazione di Walter Siti.
von Fëdor Mihajlovič Dostoevskij
Petr Verchovenskij, guidato ideologicamente dal demoniaco Stavrogin, è a capo di un'organizzazione nichilista e lega i suoi seguaci con una serie di delitti. L'ultima vittima è Satov, un ex-seguace convertitosi alla fede ortodossa. Per coprire il delitto Petr obbliga Kirillov a scrivere una lettera di autodenuncia, prima di suicidarsi. Altri delitti, apparentemente immotivati, seguono e solo il suicidio di Stavrogin che si impicca nella soffitta del suo appartamento, sembra porre fine all'azione di questi "demoni.
von 村上春樹
Un ragazzo di quindici anni, maturo e determinato come un adulto, e un vecchio con l'ingenuità e il candore di un bambino, si allontanano dallo stesso quartiere di Tokyo diretti allo stesso luogo, Takamatsu, nel Sud del Giappone. Il ragazzo, che ha scelto come pseudonimo Kafka, è in fuga dal padre, uno scultore geniale e satanico, e dalla sua profezia, che riecheggia quella di Edipo. Il vecchio, Nakata, fugge invece dalla scena di un delitto sconvolgente nel quale è stato coinvolto contro la sua volontà. Abbandonata la sua vita tranquilla e fantastica, fatta di piccole abitudini quotidiane e rallegrata da animate conversazioni con i gatti, dei quali parla e capisce la lingua, parte per il Sud. Nel corso del viaggio, Nakata scopre di essere chiamato a svolgere un compito, anche a prezzo della propria vita. Seguendo percorsi paralleli, che non tarderanno a sovrapporsi, il vecchio e il ragazzo avanzano nella nebbia dell'incomprensibile schivando numerosi ostacoli, ognuno proteso verso un obiettivo che ignora ma che rappresenterà il compimento del proprio destino. Diversi personaggi affiancano i due protagonisti: Hoshino, un giovane camionista di irresistibile simpatia; l'affascinante signora Saeki, ferma nel ricordo di un passato lontano; Òshima, l'androgino custode di una biblioteca; una splendida prostituta che fa sesso citando Hegel; e poi i gatti, che sovente rubano la scena agli umani. E infine Kafka. "Uno spirito solitario che vaga lungo la riva dell'assurdo".
von Michail Bulgakov
Kiev, tra gli ultimi giorni del 1918 e i primi mesi del 1919, vede scontrarsi le forze indipendentiste, le "guardie bianche", i bolscevichi e l'esercito tedesco: è una città assediata, tra bagliori d'incendio e colpi di cannone. Qui si svolge I giorni dei Turbin, la cui azione si concentra tra il palazzo dell'etmano, covo di uomini vili, «ratti» pronti alla fuga e al tradimento, il ginnasio Aleksandrovskij, testimone di inutile eroismo e morte ineluttabile, e soprattutto la casa dei tre fratelli Turbin, baluardo di valori e sentimenti dove «ci si ristora l'anima... si dimenticano tutti gli orrori della guerra civile». Eppure non basteranno le tende color crema e la musica di un pianoforte, gli affetti e le amicizie a chiudere fuori la ferocia della Storia, che finirà per travolgere Aleksej, Nikolka ed Elena, simbolo di una intelligencija tanto tenace quanto fragile. Messo in scena al leggendario Teatro d'arte di Mosca, fondato da Konstantin Stanislavskij, nell'ottobre 1926, dopo una lunga rielaborazione per sfuggire alla censura sovietica, "I giorni dei Turbin" fu accolto con rabbia dalla critica, ma con straordinario entusiasmo dal pubblico che non poteva non essere coinvolto dall'intensa rappresentazione del caos e dell'incertezza, del naufragio del vivere civile ancora presenti nella memoria di chi aveva vissuto la battaglia per Kiev.
von Isabel Allende
1939. Alla fine della Guerra civile, con la presa del potere da parte di Franco, migliaia di spagnoli sono costretti a fuggire. Tra loro, il giovane medico Víctor Dalmau e un'amica di famiglia, la pianista Roser Bruguera, lasciano Barcellona, attraversano i Pirenei e si rifugiano nei campi profughi di Bordeaux, in attesa. Finché Pablo Neruda non riesce a noleggiare il piroscafo Winnipeg, con l'obiettivo di portare più di duemila rifugiati politici spagnoli in Cile - il "lungo petalo di mare e neve", nelle parole dello stesso poeta -, verso quella pace che non è stata concessa loro in patria. Fingendosi sposati, Roser e Víctor riescono a imbarcarsi e a raggiungere il Sud America, dove hanno la fortuna di essere accolti con generosa benevolenza e riescono presto a integrarsi, a riprendere in mano le proprie vite e a sentirsi parte del destino di quel nuovo paese. Finché, nel 1973, il golpe militare non farà cadere il presidente Salvador Allende. E allora, ancora una volta, Roser e Víctor saranno costretti all'esilio, in Venezuela. Tuttavia, come scrive l'autrice, "se si vive abbastanza, i cerchi si chiudono".