Empfehlungen basierend auf "Il tempo migliore della nostra vita"
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von Anna Rosling Rönnlung, Hans Rosling, Ola Rosling
Quali strumenti possiamo lasciare ai nostri figli per interpretare il mondo in perenne mutamento in cui viviamo? Come possiamo far fronte alla valanga quotidiana di notizie deprimenti che ci arriva dai media, dai social e dalla politica? Perché prestiamo più attenzione alle notizie negative, quelle che ci danno l'impressione che tutto stia lentamente, ma inesorabilmente, andando a rotoli? Di quali irragionevoli pregiudizi è vittima il nostro pensiero? Attraverso un attento studio dei dati, Hans Rosling, il "maestro Jedi dei dati", dimostra che le cose non stanno andando così male e che, anzi, siamo di fronte a un radicale miglioramento. Per capirlo dobbiamo però imparare a guardare ai fatti con curiosità, a metterli in prospettiva e a saperci stupire: basta pensare alla vita dei nostri nonni per accorgerci degli enormi passi avanti che stiamo facendo, in ogni campo. Per esempio, non ha più senso parlare di "mondo occidentale" e "mondo in via di sviluppo", aumentando il baratro tra noi e il resto del pianeta, quando ormai quasi tutti i Paesi stanno raggiungendo lo stesso livello in termini di istruzione, di opportunità e di crescita. Abbiamo tutti la possibilità di usare la forza dei fatti a nostro vantaggio, per capire e non lasciarci accecare dalla rabbia, dall'ignoranza, dalle semplificazioni. Grazie anche a storie ed esempi di una chiarezza disarmante, Rosling ci sprona a essere curiosi, ma non si limita a fare domande, ci risponde avvalendosi della verità dei fatti.
von Lea Singer
Eine Geschichte, die anderen nützt, vielleicht noch in ferner Zukunft, mehr soll ihr Bericht gar nicht sein, sagt Angela del Moro am Schluss. Da ist sie dreiund- zwanzig und hat mehr hinter sich als andere im doppelten Alter. Schon mit sechzehn hat sie es zu etwas gebracht, als Kurtisane, der einzige Beruf, in dem sie Geld verdienen, ein selbstbestimmtes Leben führen kann. Der Absturz beginnt mit einem Nein: Sie wagt es, einen Stammkunden wegzuschicken, und die Rache des Abgewiesenen ist mörderisch. Andere überleben so etwas nicht, aber Angela will kein Opfer sein. Ihr Wiederaufstieg ist eine Sensation. Das kann nicht nur gut gehen. Lea Singer erzählt die historisch verbürgten Erlebnisse einer jungen Frau, La Zaffetta genannt, im Venedig der Renaissance, und offenbart, wie nebenbei, die Abgründe der Serenissima in der Zeit eines Tizian oder Aretino. Sie spricht durch die Person einer jungen Frau, die einen Skandal auslöste, weil sie sich das Recht nahm, ihre Wünsche zu leben. Und die zum Kult wurde auf einem der berühmtesten Bilder der Welt: Tizians Venus von Urbino.
von Cassandra Clare
Quando Clary entra per la prima volta al Pandemonium Club di New York è convinta di essere una ragazza come tante che va a ballare in un locale alla moda. Ma seguendo un affascinante ragazzo dai capelli blu nel magazzino del locale, vede tre guerrieri coperti di rune tatuate circondarlo e trafiggerlo con una spada di cristallo. Vorrebbe chiamare aiuto, ma non rimane nessun cadavere, nessuna goccia del sangue nero esploso sull'elsa e soprattutto nessuno da accusare, perché quei guerrieri sono creature di un'altra dimensione e solo lei può vederli. Clary non sa ancora che il mondo è popolato da Nascosti, Figli della Notte, Fate e dai Nephilim, implacabili cacciatori di demoni. Gli Shadowhunters. Soprattutto Clary non sa di essere una di loro. Ma lo scoprirà presto. Prima di quanto pensi. E la sua vita ne sarà sconvolta per sempre.
von Giuseppe Tomasi di Lampedusa
Italienische Literatur in Reclams Roter Reihe: das ist der italienische Originaltext – mit Worterklärungen am Fuß jeder Seite, Nachwort und Literaturhinweisen. ›Il Gattopardo‹ (früher als ›Der Leopard‹ nicht ganz korrekt übersetzt, seit 2004 bei Piper als ›Der Gattopardo‹), Tomasi di Lampedusas einziger Roman, 1958 postum erschienen, ist der bedeutendste italienische Roman der Nachkriegszeit, und nicht nur das: ein Welterfolg mit allein in Deutschland über 700.000 verkauften Exemplaren. Dazu beigetragen hat sicher die Verfilmung durch Luchino Visconti (1963) mit Burt Lancaster, Claudia Cardinale und Alain Delon. Im Zentrum der Handlung steht der Niedergang des sizilianischen Fürstenhauses der Salina vor dem Hintergrund einer aufwühlenden Zeit, in der »alles verändert werden muss, wenn man will, dass alles so bleibt wie es ist«: der Zeit des Risorgimento, der Einigung Italiens. Italienische Lektüre: Niveau C1 (GER)
von George Orwell
Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni animali sono più uguali degli altri. Dopo essersi ribellati al padrone e aver preso il governo della fattoria, gli animali pensano che la loro vita migliorerà. Ben presto, però, succede che i maiali diventano i capi, e uno di loro, Napoleone, il capo di tutti. Uno dopo l'altro, i princìpi della Ribellione saranno così dimenticati... Età di lettura: da 9 anni.
von Jonathan Safran Foer
Jonathan Safran Foer ci propone una riflessione sul cibo partendo dal ricordo personale di sua nonna, dalla forza che durante la guerra la spinse a rifiutare della carne di maiale che l'avrebbe tenuta in vita, perché non era cibo kosher, e «se niente importa, non c’è niente da salvare». Il cibo per lei non era solo cibo, ma «terrore, dignità, gratitudine, vendetta, gioia, umiliazione, religione, storia e, ovviamente, amore». Una volta diventato padre, Foer ripensa a questo insegnamento e inizia a interrogarsi su cosa sia la carne, perché nutrire un figlio è ancora più importante che nutrire se stessi. Così nasce questo libro, frutto di un’indagine durata quasi tre anni, che è insieme racconto, inchiesta e testimonianza e che invita tutti alla riflessione, indicando nel dolore degli animali – e soprattutto nella nostra sensibilità verso chi è «inerme» e «senza voce» – il discrimine fra umano e inumano, fra chi accetta senza battere ciglio le condizioni imposte dall’allevamento industriale e chi le mette in discussione.
von Stefan Zweig
La raccolta comprende: Lettera di una sconosciuta (1922) – Il mondo di ieri (1942) – Sovvertimento dei sensi, Tramonto di un cuore, Ventiquattr'ore nella vita di una donna (1927). Scrittore raffinato, viaggiatore cosmopolita, pacifista vittima della brutalità del nazismo, Stefan Zweig è una delle voci fondanti della moderna cultura europea. Nato a Vienna nel 1881, crebbe nella temperie culturale mitteleuropea dell'impero asburgico. Amico di Freud e Schnitzler, iniziò precocemente l'attività letteraria traducendo Baudelaire, Verlaine e Rimbaud. L'origine viennese, il suo ebraismo, la raffinata educazione contribuirono a creare l'atmosfera di intellettualità cosmopolita e spregiudicata in cui si muovono le sue opere che, sin da subito, godettero di enorme successo, fino a fare di Zweig «l'autore più tradotto al mondo». All'affermarsi del nazismo in Austria, si trasferì a Londra, poi in Brasile. Qui si suicidò nel 1942 insieme con la giovane seconda moglie Lotte, dopo aver assistito al rogo delle sue opere a Monaco e non resistendo al dolore per la distruzione della sua «patria spirituale Europa».
von Zana Muhsen
A sedici anni è partita felice per lo Yemen, il paese di suo padre, sognando il sole, le palme e altre esotiche meraviglie.Per Zana Muhsen avrebbe dovuto essere una magnifica vacanza. Invece è stato un lunghissimo incubo. Perchè Zana è stata comperata per diventare la moglie di un ragazzo yemenita, per vivere quasi come una schiava nel più sperduto dei villaggi. Un orribile destino che Zana condivide con sua sorella Nadia.Questa è la cronaca allucinante di otto anni di sofferenze, di odio, di disperazione. E' la storia della ribellione di Zana e della rassegnazione di Nadia. Una testimonianza sconvolgente che commuove e fa riflettere. Una tragedia dei nostri giorni, forse meno rara di quanto possiamo immaginare.
von Oriana Fallaci
Le riflessioni della Fallaci prendono spunto in questo libro da un'innocente domanda della sorellina Elisabetta: «La vita, cos'è?».È il novembre del 1968 alla vigilia della partenza, e questo interrogativo la accompagna durante il lungo viaggio verso il Vietnam. All'arrivo a Saigon l'atmosfera è sospesa, surreale: del conflitto si sentono soltanto vaghi echi lontani, e più che in un Paese in piena guerra sembra di trovarsi in un Paese che dalla guerra è appena uscito.L'Agence France Press di François Pelou sembra l'unico tramite tra quel microcosmo protetto e il resto del Vietnam; per quanto confuse, le notizie arrivano da ogni capo del Paese, e per la Fallaci e Moroldo, fotografo e compagno di viaggio, la guerra comincia da Dak To.Bombardamenti, imboscate, attacchi incrociati ma soprattutto tanta paura: paura di morire, di sbagliare anche una sola minuscola mossa, che il «nemico» sia più rapido o più lucido nel momento della verità. «Chi dice di non avere paura alla guerra è un cretino o un bugiardo» asserirà in un incontro/intervista con Lucia Annunziata e Carlo Rossella pubblicato nel 2002 su «Panorama». «Guarda, alla guerra si ha sempre paura. Qualsiasi militare, di qualsiasi razza o nazione, te lo dirà». Ma proprio in Vietnam comincia «ad amare il miracolo d'essere nata».Testimone di scontri atroci e di una violenza che spesso travalica ogni limite etico, la Fallaci dà vita a un reportage straordinario che tra le sue mani, giorno dopo giorno, si trasforma in un vero e proprio romanzo; in esso, oltre al resoconto dei fatti, propone un'analisi dell'animo umano, unendo il suo punto di vista alla pluralità di esperienze che i soldati degli opposti schieramenti le riferiscono nel corso di semplici chiacchierate o attraverso documenti preziosissimi (come lo straziante diario di un vietcong). Il Vietnam, Dak To, Saigon, americani e vietcong diventano una parte di sé dalla quale non può più prescindere.Sarà costretta a lasciare il Vietnam il 19 dicembre, ma «approfittando» dell'offensiva del Tet vi farà ritorno dopo neanche due mesi passati a New York. La guerra l'ha stregata, il mondo le appare vuoto e noioso, e il desiderio di capire gli uomini, partendo dal pascaliano «l'uomo non è né angelo né bestia, è angelo ed è bestia», la riporterà a quella prima linea, alla sfida cui non rinuncerà per l'intera vita.Oltre trent'anni dopo svelerà il motivo reale di quel ritorno, della necessità viscerale di partecipare in prima persona alla «più bestiale prova di idiozia della razza terrestre»: «impegnata com'ero a condannare la guerra, della guerra io ho sempre raccontato gli orrori e basta. Non ho mai avuto la forza di confessare il fascino oscuro, la seduzione perversa, che essa esercita [...]. Una seduzione, Dio mi perdoni, che nasce dalla sua vitalità. La vitalità di quella sfida, appunto. [...] io non mi sono mai sentita così viva come quando, vinta la sfida con me stessa, viva sono uscita da un combattimento anzi da una guerra».