«Lo spunto è nato dalla realtà. Mentre mi trovavo in Portogallo ho letto per caso su un giornale la notiziola dei festeggiamenti a un vecchio che da molti anni ripescava i morti da un fiume.» Così Claudio Magris presenta Il Conde, pubblicato per la prima volta il 23 dicembre 1990 sul «Corriere della Sera», con il titolo "Io, pescatore di anime morte". In questo malinconico racconto ritornano alcuni dei temi più cari all'autore - l'indifferenza, l'amore, l'oblio -, personificati dalla figura di un uomo, a metà tra «un angelo custode» e «un controllore al mattatoio», che ricerca sé stesso nelle acque paludose del fiume Douro.
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El Conde y sus relatos
von Claudio Magris
«Lo spunto è nato dalla realtà. Mentre mi trovavo in Portogallo ho letto per caso su un giornale la notiziola dei festeggiamenti a un vecchio che da molti anni ripescava i morti da un fiume.» Così Claudio Magris presenta Il Conde, pubblicato per la prima volta il 23 dicembre 1990 sul «Corriere della Sera», con il titolo "Io, pescatore di anime morte". In questo malinconico racconto ritornano alcuni dei temi più cari all'autore - l'indifferenza, l'amore, l'oblio -, personificati dalla figura di un uomo, a metà tra «un angelo custode» e «un controllore al mattatoio», che ricerca sé stesso nelle acque paludose del fiume Douro.
Aktuelle Rezensionen(1)
Los textos de Magris son cartas a la entrega, a vivir, pues más allá de una desolación presente, existe una entrega omnipresente. Sus personajes no se resignan, más bien se entregan a vivir, aun con todo lo que esto conlleva; se entregan a las pasiones, las dificultades, el porvenir, el pasado, etc.<br/><br/>Los narradores, por su parte, no hacen otra cosa que no sea cantarle a la entrega, evocarla sin prejuicios ni límites.<br/><br/>Grandes textos. Sin embargo, esta misma forma decanto asemeja a la poesía, y puede llegar a perder el hilo, como la poesía, pero en un cuento es más importante este hilo que en la poesía, lo cual hace que, a ratos, pierdan fuerza los textos. Ello no demerita los textos, así que hay que gozarlos.